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Federicofacciamo un po' di strada insieme?
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October 07 SballoVirginia, in un suo recente post, riporta la notizia (peraltro scritta male) di una nuova tecnica di "sballo" che pare si stia diffondendo anche in Europa, basata sugli effetti allucinogeni generati dall'ascolto di particolari brani sonori ... A me sembra la solita bufala giornalistica, ma comunque io - come la maggior parte degli amici che hanno commentato il post - ho pensato a quanto sia triste dover cercare sempre nuovi metodi artificiali per "sballare", quando abbiamo tanti modi molto più innocui e naturali per raggiungere uno stato di benessere...
Automaticamente, mi è tornato alla mente un appropriato brano dell'indimenticato "Così parlò Bellavista" di Luciano De Crescenzo. Ho frugato su Youtube e l'ho trovato. Per chi non lo conoscesse, eccolo qui.
September 30 I Love EasyJetEasyJet mi piace perché se sei fortunato riesci a pagare veramente poco un biglietto, e il servizio è comunque ottimo (specie se ti porti qualcosa da mangiare da casa...). EasyJet mi piace perché non vola da e per aeroporti sperduti (come Ryan Air), e da Milano Malpensa si raggiungono un sacco di destinazioni. EasyJet mi piace perché ha aerei nuovi, puliti, in ottime condizioni (non come quelli di Alitalia, dove le poltrone sono sfondate e i bagni rotti). EasyJet mi piace perché gli equipaggi sono giovani, carini, allegri... e sembra che a lavorare si divertano... (e qui per carità di patria non faccio paragoni con altre compagnie) Sentita oggi, appena atterrati a Edimburgo: "Ladies and Gentleman, welcome to Edinburgh. It is ten past two PM, the weather is cloudy and the temperature is... (pausa imbarazzata perché ha scoperto di non saperlo)... the temperature is cold!" September 25 MementoSeptember 23 Freccia AlataOggi ho ricevuto, da Alitalia, la tesserina dorata Freccia Alata. Questa tessera d'oro si aggiunge a quelle di British Airways e di Lufthansa che già ho. Vi ho già raccontato un po' di tempo fa il valore che i viaggiatori (e io fra questi, non lo nego) danno a questi sciocchi pezzetti di plastica. Tuttavia, aver ricevuto oggi questa tessera ha un sapore fra il grottesco e l'amaro, data la situazione. In questi giorni i giochi della politica e gli interessi di parte stanno facendo perdere di vista gli obbiettivi che un vero salvataggio di Alitalia dovrebbe avere, e che secondo me dovrebbero ridursi a recuperare, in ogni modo, il gradimento da parte della clientela. Ma tutta la storia disgraziata della Compagnia in questi ultimi anni è stata determinata dai giochi politici, e quindi non meraviglia che anche l'agonia sia mossa e determinata dagli stessi fattori. Alitalia ha una tradizione che meriterebbe ben altre fortune, ma al tempo stesso un passato recente che meriterebbe il fallimento e la sparizione dalla scena... Io mi limito a rinnovare ad Alitalia l'augurio di riuscire, in un modo o nell'altro, a uscire dalla crisi e diventare una compagnia aerea (non necessariamente "di bandiera", dico io...) efficiente, moderna e affidabile. Se non altro, perché voglio usare ed esibire a lungo questa mia nuova tesserina e accumulare (e spendere) tante miglia! September 21 Ritorno dal fronteEccomi finalmente a casa, stanco ma contento di esserci, come non mai. Ho visto in TV e in internet immagini raccapriccianti, ho sentito notizie terribili. Adesso vado a dormire. Spero di riposare. Vi ringrazio tutti per la vostra partecipazione e la vostra premura. Il volo è andato bene, anche se di giorno come al solito è un po' lunga. Ma fino a quando la batteria mi ha supportato, ho scritto. Ne sono venuti fuori due post, un po' lunghi (Maumozio, sei avvertito). Uno è qui di seguito, l'altro lo pubblicherò nei prossimi giorni. *************** Sono sul volo che mi riporta da Islamabad a Londra, preparando questo post che inserirò appena arrivato. Si chiude una trasferta che è stata intensa, costruttiva e proficua dal punto di vista professionale, ma dura dal punto di vista emotivo. La situazione in questo Paese è tutt'altro che serena. C'è una grande instabilità politica, i problemi del vicino Afghanistan si propagano ben dentro i confini del Pakistan. C'è evidentemente chi cerca di sfruttare o di accentuare questa situazione di instabilità seminando il terrore, e questo non fa sentire tranquilli. Poi, ieri sera, c'è stato l'attentato al Marriott. Io ero nel Business center al pianterreno del nostro hotel, che è a circa un chilometro di distanza dall'altro. Si è sentito un rumore che non saprei paragonare a nessun altro, una specie di soffio forte e brevissimo. Nell'altra ala nell'hotel, che è rivolta direttamente verso il luogo dell'attentato, chi c'era ha sentito un vero boato, con i vetri che hanno tremato con violenza. Qualcuno è scappato. Dopo pochi minuti, le TV locali già trasmettevano la notizia e le prime troupe erano sul posto. E' un evento che mi ha scosso, perché conosco benissimo quell'hotel. Fa effetto vedere le immagini di devastazione di posti che conosco benissimo, vedere le fiamme che escono altissime dalle camere. E mi fa effetto anche perché quarantotto ore prima ero lì, a cena in uno dei suoi ristoranti. E stamattina in TV ne ho visto l'insegna distrutta... Ricordo che mentre aspettavamo la nostra portata (i ristoranti pakistani sono lenti come la morte...) avevamo scherzato per la posizione di un diffusore dell'impianto anti incendio che secondo noi non avrebbe mai potuto funzionare... E abbiamo passeggiato nella hall, fra i negozietti che ci sono al pian terreno, e ammirato un bell'acquario che era stato messo nella hall. Nel guardare le immagini di distruzione, un cratere enorme di una decina di metri di profondità, le auto accartocciate, gli arredi disintegrati, le fiamme, ho sentito lo spavento di chi si sarà trovato a vivere quei momenti... Il panico, la fuga... Le notizie più aggiornate, stamattina, parlavano di una quarantina di morti... Spero che abbiano ragione, ma temo che ci siano più vittime... Speriamo bene. *************** Stanotte ho dormito quattro ore, ma mi sono svegliato più volte, ad ogni minimo rumore... Le sirene delle ambulanze mi hanno fatto compagnia per tutto il tempo. Non vedevo l'ora che arrivasse il momento di andare in aeroporto, e salutare questo posto. Stamattina il percorso in taxi è stato come al solito, le strade erano già vive, c'era la consueta animazione, non sembrava fosse successo niente di particolare. All'aeroporto, eravamo più preoccupati del solito. Non fa mai piacere muoversi in un luogo caotico e incontrollabile come quello... Con la sua folla di persone che aspetta non si sa cosa. C'erano due o tre poliziotti in più del solito, ma niente di più. Abbiamo cercato di entrare all'interno nel minor tempo possibile, e per fortuna non c'era troppa gente a fare coda. Ci siamo sottoposti alla sequenza degli interminabili (e inutili) controlli... *************** Dai, facciamoci due risate per sdrammatizzare... Vi racconto come funziona la sequenza del check-in all'aeroporto di Islamabad. E' una specie di gioco dell'oca. Nella prima casella c'è già una difficoltà. Sei sceso dal taxi e cerchi la porta di ingresso dell'aerostazione. Se sei super esperto, la trovi e passi alla casella successiva. Se non sei super esperto rimani un po' nella stessa casella perché la porta è perennemente nascosta da una massa di persone che non ha soluzione di continuità. Nella casella successiva, sulla porta, due poliziotti ti chiedono il biglietto e il passaporto. Guardano distrattamente il biglietto (una volta gli avevo mostrato per sbaglio quello dell'andata...) e ti fanno sempre passare. Sei dentro, alla casella seguente. Sei dentro, e lanci i dadi. Se sei sfortunato, ti fermi alla casella di perquisizione bagaglio. Qui puoi spendere un tempo variabile. Te lo fanno aprire, cominciano a scavare dentro... Alla fine, con una fatica immane riesci a risistemare e richiudere la tua valigia, e continui, passando alla casella successiva... Qui c'è la coda (più o meno lunga... stamattina era piccola, ma si può trascorrere qui anche una buona mezz'ora) per il controllo ai raggi x. In questa coda ogni tanto si infila (o cerca di infilarsi) qualche persona - aiutata talvolta dall'omino che porta i bagagli - che facendo lo gnorri si salta tutta la fila, sbattendo sul tappeto della macchina una quantità spropositata di valigie (ma quante valigie si portano, i pakistani...), e bloccandoti a lungo. Quando finalmente è il tuo turno, mentre la valigia viene passata ai raggi x, tu passi sotto il metal detector. Questo suona, invariabilmente, l'addetto ti fa una palpatina e (qualunque cosa tu abbia nelle tasche), ti dice comunque di passare oltre! Recuperi il bagaglio e vai verso il banco del check-in. Ma qui scatta l'imprevisto. Arrivato al banco del check in British Airways vieni rimandato alla casella di un banchetto che non avevi mai visto prima (ci è successo stamattina, e solo dopo avremmo capito a cosa era dovuto questo extra). Questa casella è quella di un security check supplementare. Ma il check si riduce a un tizio scrive su un modulo ciclostilato (ebbene sì, esistono ancora i ciclostilati!) il tuo cognome, dopo averlo dedotto dal passaporto (e a me ha scritto il nome di battesimo...) e poi ti chiede di firmare. Fai a tempo a scorgere che ci sarebbero un'altra ventina di righe da compilare, ma non stai a guardare il pelo e vai oltre. Appena firmato, un altro impiegato ti mette un'etichetta adesiva sul bagaglio. O meglio, io oggi avevo il trolley e la borsa del PC. Sul trolley mi ha messo l'etichetta adesiva, e sulla borsa del PC un'etichetta con l'elastichino... Sull'etichetta c'è scritto "VVIP Flight. Security checked". Toglierla e passarla a un altro bagaglio sarebbe uno scherzo. Ma d'altra parte a che scopo? qualunque altro bagaglio sarebbe stato verificato allo stesso modo, cioè per nulla. Dopo questa coda imprevista, si passa alla coda del check-in al banco della British Airways, che può prendere un'altro quarto d'ora come niente. Inutile fare i fighi e esibire la carta d'imbarco già fatta in albergo, o mostrare tessere e tesserine: si deve fare sempre la coda. Arrivati qui, parte la saga del timbro. La tua carta d'imbarco viene emessa e timbrata, e un'altra etichettina con l'elastico viene attaccata ad ogni bagaglio a mano. Ottenuta l'ambita carta d'imbarco, passi alla casella successiva: il controllo passaporti. Ah, no... ti sei dimenticato di prendere e compilare il fogliettino dell'Immigration... ritorni alla casella del banco di check-in. Lo prendi, lo compili, ritorni a fare la coda del controllo passaporti. Anche qui, stesso copione... gente che si infila da tutti i lati, che picchia sul banchetto dell'impiegato mazzetti di passaporti tutti insieme... Alla fine è il tuo turno, e ti prendi il tuo bravo timbro di uscita sul passaporto e il timbro sulla carta d'imbarco. Passi alla casella controllo personale. Ebbene sì, il controllo ai raggi x era effettivamente troppo approssimativo, pensi tu, questo sarà quello vero, accurato. Per il momento di vera c'è solo la bolgia. Stretti tra il controllo passaporti e i portali dei raggi x, c'è una umanità vociante, sudata, con bambini piangenti... Anche qui qualche tentativo di fare i furbi, ma alla fine arriva il tuo turno. La situazione è di per sé caotica. ci sono due macchine per il controllo dei bagagli, ma una sola porta per il controllo personale. In più le donne devono seguire un percorso diverso, perché la perquisizione (se necessaria) non può avvenire in pubblico. Perciò le correnti di traffico umano si incrociano e si travolgono. Altra finezza. Un cartello avverte che se voli British Airways devi tirare fuori il PC dalla borsa, altrimenti no (notare che invece a Londra te lo fanno lasciare dentro...). Come se poi non fosse possibile scambiarsi i bagagli dopo il controllo... Com'è, come non è, arrivi dopo ripetuti lanci di dado a passare la porta del metal detector. Anche qui suona sempre. Anche qui ti becchi una palpatina (stavolta più... approfondita), e poi ti prendi: un timbro sulla carta d'imbarco, un timbro per ogni etichetta di bagaglio. Passi alla casella successiva. Fai cinque passi (non esagero, cinque passi) e un altro tizio ti riapre il passaporto, controlla che hai il timbro, poi fa lo stesso controllo sulle etichette del bagaglio. Ti punzona le etichette del bagaglio con una macchinetta come quella dei bigliettai. A questo punto sei quasi libero. E' trascorso un tempo che va dai quaranta minuti all'ora e mezza. I tuoi piedi, la tua testa, le tue orecchie e soprattutto il tuo naso sono provati, sei più stanco che se avessi fatto un viaggio di dieci ore. Non è ancora finita, ma ti puoi riposare per un po' nella sala d'aspetto. Quando è l'ora, vai nella casella dell'imbarco. Qui (come succede ovunque) ti controllano la carta d'imbarco. Procedi verso la casella del pulmino che ti porta all'aeroplano. Ma prima c'è un altro tizio che ti ricontrolla tutte etichette e i timbri, e ti strappa un pezzo delle etichette dei bagagli (furbo... così non le puoi più usare...). Se sei bravo e furbo prendi il bus dei Vip, che è più piccolo e puzza meno, altrimenti prendi quello grande. Arrivi sotto l'aereo, e c'è un addetto alla sicurezza che ti controlla il passaporto, la carta d'imbarco, i bagagli e le relative etichette... Sali la scaletta, senti la frescura dell'aria condizionata dell'aereo, e ti prende una voglia tremenda di abbracciare e baciare la hostess, anche se è una terribile cozza britannica... Hai vinto, ce l'hai fatta ancora una volta. *************** Questa è la trafila ben nota che troviamo ogni volta, e la si può affrontare soltanto con rassegnazione e ironia, se non si vuole rischiare l'arresto o l'esaurimento nervoso. Oggi il clima però era diverso, l'atmosfera pesante, fra noi e fra i molti occidentali in partenza. Nella sala d'aspetto i telegiornali mandavano senza sosta immagini sempre più inquietanti di quello che era successo al Marriott, e con la luce del sole veniva mostrato un panorama desolante. Il riuscire a salire sull'aereo è stata una liberazione, mi sono sentito rilassato. Ma è durata poco. Dopo che tutto l'imbarco era stato completato e una delle due scale rimossa, era rimasta ancora una scala e alcuni posti vuoti nella cabina di business. Sembrava strano, il volo doveva essere pieno. Pensavo a qualche ritardatario, speravo si partisse presto perché stava anche arrivando un temporale. Invece ennesimo colpo di scena. Arriva ai piedi della scaletta un corteo di auto, fra cui una mercedes nera blindatissima. Scendono un po' di uomini della sicurezza. Poi la portiera della mercedes si apre e scende qualcuno, che sale sull'aereo. Dopo un secondo mi passa accanto, seguito dai suoi uomini di scorta. Sussulto. E' il presidente della repubblica. Si siede due file dopo la mia. Collego il fatto con la notizia (che avevo letto) della partecipazione prevista del presidente all'assemblea delle Nazioni Unite. Ma non pensavo che viaggiasse con un volo di linea... Ecco cosa significava l'etichetta "VVIP flight"... E' un altro elemento di apprensione. Spero che siano in pochi a sapere di questo viaggio: in passato già più di una volta presidenti e alte personalità sono perite in incidenti aerei, dalla dinamica più o meno chiara... Ripenso alla superficialità dei controlli di sicurezza, ripenso a come sarebbe facile... E poi, un bel lanciamissili dalle case che circondano la pista... Vabbé, insomma, non posso ancora rilassarmi. A completare il tutto, ci stacchiamo dall'area di parcheggio ma rimaniamo fermi nel piazzale, per un quarto d'ora, perché si scatena un temporale incredibile. Torna il sereno, finalmente decolliamo. Vedo le case e il caos di Rawalpindi sotto di me, e in lontananza Islamabad e la sua moschea. Arrivederci, Pakistan! Buona fortuna! September 20 Breaking NewsUn paio d'ore fa, qui a Islamabad dove mi trovo ancora e da dove ripartirò domani mattina alle 9, c'è stato un attentato suicida che ha provocato un incendio che sta distruggendo l'hotel Marriott, a non più di un chilometro da dove mi trovo io.
Le immagini riportate dalla TV sono impressionanti, l'intero hotel è in fiamme, c'è un cratere profondissimo nel luogo dell'esplosione. Si parla di diverse decine di morti, e di un centinaio di feriti.
Ma la cosa è ancora più impressionante per me, perché al Marriott ho trascorso tanti dei miei soggiorni fino a pochi anni fa, e soprattutto perché l'altro ieri sera ero, all'ora dell'attentato, a cena in uno dei ristoranti di quell'hotel... Anche per stasera, una delle possibili opzioni era quella di andare a mangiare lì, dove ci sono (c'erano...) diversi ristoranti e tutti buoni.
In questo momento sono tristissimo per tutte le persone colpite da questo evento, ma - onestamente - il mio primo pensiero è che non vedo l'ora che venga domani mattina.
Per tutti quelli che sentiranno la notizia e che la collegheranno alla mia presenza qui, e per chi mi ha già chiesto notizie, dico che sto bene, che qui non c'è nessun pericolo, e che - ripeto - domani torno in Italia.
Grazie a tutti Histoire d'O Non voglio riesumare il capolavoro (?) della letteratura erotica ne' tantomeno la sua trasposizione cinematografica che porto' al successo Corinne Clery. Il mio intento e' soltanto quello di non rimanere impotente davanti a quello che sta succedendo nel blog della carissima Virginia, fino a qualche giorno fa una delle mie piu' gradite e gradevoli letture, e oggi causa di emicranie e affaticamento visivo. Come molti di voi hanno gia' scoperto, a causa di uno sciocco ma pernicioso guasto al tasto "o" della sua tastiera, la nostra eroina - pur di non abbandonarci orfani dei suoi acuti commenti - ha deciso di utilizzare lo "zero" tutte le volte che deve scrivere la "o". A me la cosa provoca - come dicevo - affaticamento visivo, movimenti spontanei e incontrollabili delle orbite oculari, tic, emicrania, inappetenza, nausea, rash cutanei... Non ho idea di quali possano gli effetti a lungo termine. Per questo, apro su queste pagine un forum, per raccogliere consigli, suggerimenti, e magari anche soldi, per permettere a Virginia di continuare a deliziarci come ha sempre fatto. Apro io le danze con due consigli. Uno ha un costo economico (siamo pronti a contribuire), e consiste nell'acquisto di una tastiera da utilizzare provvisoriamente collegata al pc finche' quest'ultimo (e' un portatile) non sara' riparato. Il secondo e' un po' macchinoso, ma a costo nullo: quando devi scrivere un post, potresti andare in un tuo post precedente al guasto, selezionare col cursore e evidenziare una "o", copiarla (Ctrl+c) e poi incollarla nel testo del nuovo post (ctrl+v). Attendo altri contributi. Vi prego, fate presto. E' importante! E nel frattempo, bu0na d0menica! PS: niente paura se non vedete le vocali accentate... Non mi si e' rotta la tastiera, sono ancora in Pakistan e sto utilizzando un PC (non mio) con tastiera americana...
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Alcuni di quelli che lasciano un segno
ce ne sarebbero tanti altri...
Posti in cui sono stato e che, per qualche motivo, amo
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